Profughi bene accolti a Laterina. La vicenda dei Bracchitta, esuli libici, 1954

A qualcuno è andata bene negli anni ‘50. I ricordi delle sorelle profughe Bracchitta riguardo all’accoglienza dei laterinesi sono molto positivi.  “Ci hanno sempre aiutato – ha detto Franca Bracchitta – come il farmacista di Laterina che diede gratis il latte Mellin per neonati nel 1954 a mia mamma, Vincenza Ruta, e con quello sono stata allattata proprio io”. Sono diversi i bimbi dei profughi di allora allevati in quel modo, perché troppe puerpere, a causa dei gravi disagi dell’esilio e della vita in Campo profughi, perdevano il latte, così si doveva sopperire col latte artificiale, secondo il racconto di un’altra fonte di Fiume. Gli aiuti ai Bracchitta sono arrivati non solo dai bottegai aretini, ma pure dai contadini, che chiamavano i profughi a spigolare, dopo il raccolto, come ha scritto Stella Bracchitta in un suo memoriale, pubblicato qui sotto.

Foglio di via di Ruta Vincenza in Bracchitta, emesso il 5 ottobre 1954 dal Consolato d’Italia a Tripoli il per rimpatrio definitivo. Collez. Franca Bracchitta

Signora Franca Bracchitta, com’è l’esodo della sua famiglia? “I miei familiari, di origine sicula, mi raccontavano che son partiti da Tripoli, dove il papà Giovanni lavorava alla Società del gas, nel mese di ottobre del 1954 – ha detto Franca Bracchitta – sbarcati a Siracusa, furono destinati al Campo profughi di Laterina, dove si restò fino ad agosto 1958, quando ci assegnarono la casa popolare a Perugia, dove stiamo ora”.

Come era la vita a Laterina? “Io non ricordo nulla, ero piccina – è la risposta – ma i miei genitori mi dicevano che c’era la fame; beh, sa, in quel tempo si era tutti poveri, ma la gente del posto ci ha aiutato. La mia famiglia ha brutti ricordi della Libia”.

Ecco il memoriale commovente della signora Stella Bracchitta, intitolato: “Vita quotidiana del Crp di Laterina”, opera manoscritta del 2021.

“Ricordo quando ci hanno assegnato la nostra baracca. Mia madre e il mio papà andarono ad Arezzo per comprare 1 tavola e 4 sedie. Impegnarono le loro catenine d’oro e l’anello di fidanzamento di mia mamma per comprare tutto ciò.

A Laterina c’era una signora che vendeva casalinghi, essa ci servì tutte le vettovaglie che ci servivano, e la detta sulla fiducia, perché non avevamo soldi. Mio padre saldò il conto un po’ alla volta. 8 anni fa tornai con i miei cari a Laterina per cercare questa signora, ma al bar del paese mi dissero che era morta. Mi presentarono il figlio, mi emozionai e ringrazio per tutto quello che aveva [fatto, NdC] la sua mamma. Lui ci dette la fotocopia di una cartolina del campo, l’aveva in bacheca fuori del bar.

Ricordo ancora quando la mia mamma andò nella farmacia del paese, doveva prendere il latte per mia sorella ma non [fine pagina 1] poteva pagarlo. Mise sul bancone 2 fedi che erano il ricordo del suo matrimonio, le offrì per pagare il latte. Il dottore le disse di prendere le fedi, le diede il latte, la tranquillizzò, invitandola a tornare qualora ne avesse avuto bisogno.

Quando i contadini mietevano il grano ci invitavano per raccogliere i chicchi che erano rimasti. Ricordo il dolore e gli sgraffi delle stoppie. Era una lotta impari con gli uccellini. Quando vendemmiavano, ci chiamavano a raccogliere l’uva, si informavano se sapevano che c’era un profugo con famiglia numerosa, essi gli davano più uva del dovuto.

Quando nacque mia sorella Franca il 24.12.1954 il Prefetto diede a mio padre un premio, perché era nata la vigilia di Natale. Mio papà fece una festicciola invitando le persone del Campo. Devo ringraziare le istituzioni e i cittadini di Laterina. Non ci siamo mai sentiti disprezzati in quanto profughi. Grazie.

Stella Bracchitta, profuga d’Africa, Tripoli”.

Scatola di biscotti Mellin per neonati, cm. 16x9x10, alluminio, 1952. Il pediatra di Forlì tranquillizzava le mamme profughe di Pola che non potevano più allattare dicendo loro: “Date al piccolo latte di bottega e biscotti Mellin”. Collez. famiglia Conighi.

Ricordi d’infanzia al Campo profughi di Laterina 1954

Qui si pubblica un altro scritto di Stella Bracchitta nel quale si può rilevare l’incontro con gli altri esuli provenienti dalle terre perse: Istria, Fiume e Dalmazia. Anche una vicina di casa a Perugia, dove sta oggi Franca Bracchitta, è una signora di Fiume.

Arrivati al campo ci hanno ospitati in una baracca, era divisa con delle coperte. Siamo stati lì in attesa dell’assegnazione definitiva di una nuova baracca, queste erano numerate. Ricordo l’Infermeria, dove la vigilia di Natale del 1954 è nata mia sorella Franca.

Poi c’era uno spaccio, vendeva gastronomia in base ai gusti della gente che era tanta e veniva da regioni diverse. Mi ricordo che giocavo nel campo di calcio con gli altri bambini, avevo imparato alcuni dialetti, il veneto, il toscano, il siciliano. La mattina si andava a scuola. Un altro sfogo di noi bambini era quello di andare attraverso un sentiero sulle sponde di un affluente che si riversava nell’Arno.

L’estate, in Comune di Laterina di portava in colonia, ci veniva a prendere un camion militare, destinazione L’Aquila o al mare. La sera, insieme ai nostri genitori, prendevamo le nostre seggioline e assistevamo alla partita di calcio. Altre [volte] ascoltavamo il canto degli Alpini, con il cappello e la penna nera. Era tutto molto emozionante, sui volti dei profughi commossi qualche lacrima scendeva, in questo momento anche a me. Comunque nel bello e nel brutto insieme alla spensieratezza di noi bambini nel mio cuore c’è serenità.

Stella Bracchitta

Poesie su Laterina, il paese delle fiabe

Siamo in grado di pubblicare un ricordo lirico infantile, vergato dalla signora Stella Bracchitta, che da bambina frequentava le scuole elementari nel Centro raccolta profughi di Laterina. Ecco le sue semplici, ingenue, ma speciali parole.

Libretto di Assistenza di Bracchitta Giovanni, domiciliato al Crp di Laterina. Collez. Franca Bracchitta

Laterina posta in cima alla collina. Mi fai ricordare la fiaba mia. Piccoli gnomi fan complotto attraverso il bosco. Corro, corro per giocare insieme a loro intorno al bosco di Laterina posta in cima alla collina.

Torno di corsa al campo. Vicino alla chiesina c’è la statua della Madonna, mi inginocchio e dico Madonnina mia, abbraccia tutti noi e proteggici, metti il tuo cuore nei nostri cuori, colmo di fiori.

Stella Bracchitta, alunna della classe III elementare del Campo profughi di Laterina, 1956, profuga d’Africa, Tripoli.

La maestra Anna Maria Fratini, residente a Salerno, prende servizio nella baracca-scuola di Laterina il 13 dicembre 1956 nella classe 1^. Tra i suoi alunni c’è pure uno dei fratelli Bracchitta: Giuseppe. La maestra Emilia Carmignani, di Terranuova Bracciolini (AR), scrive che i suoi alunni della classe 4^ sono “pieni di entusiasmo e di buona volontà” (p. 17 del Registro). Tra i suoi scolari, nell’anno scolastico 1956-1957, c’è proprio Stella Bracchitta, autrice del componimento poetico e dei memoriali inediti qui pubblicati.

Laterina, il sacello con la statua della Madonna al Crp, anni ’50. Archivio ANVGD di Arezzo

Qui di seguito si pubblica un altro componimento esclusivo sempre sulle baracche di Laterina, la miseria vissuta, le sponde dell’Arno e il senso della patria perduta. Per gentile concessione dell’autrice Stella Bracchitta, leggete i seguenti emozionanti versi.

Laterina 1954 Campo profughi

Le baracche allineate / in fila numerate / è una tombola senza gioia.

La miseria ha colpito a chi / sarà assegnata.

Egli vive con lo sguardo perso. / Seduto sulla sponda, osserva l’Arno.

La sua menta vaga, sulla fronte / ha un solco.

Ricorda il passato, il suo paese. / Lo sciabordio dell’acqua lo riporta / alla realtà

alla sua amata Patria, / al suo ignoto incerto / al suo amaro concerto.

Stella Bracchitta

Stella Bracchitta. Collez. Franca Bracchitta

Il silenzio dei ricordi

Per molti profughi la vita al Crp di Laterina è stata difficile e complessa. Da quel campo per due anni è passata pure la famiglia Ostrogovich, di Cherso e Veglia. Il signor Francesco Ostrogovich ha raccontato la vicenda della sua famiglia su «Il Corriere Apuano» del 6 febbraio 2019: “L’esodo dei miei genitori è iniziato nell’anno 1949: dalla loro città di Fiume sono stati trasferiti al Campo di raccolta (Crp) di Udine, poi presso il Crp di Laterina in provincia di Arezzo e da lì presso il Crp di Marina di Massa (ora il Centro Don Gnocchi). Ho una sorella nata a Fiume (1947), un fratello nato a Massa (1950), poi ci sono io (1952) e un altro fratello (1957). La vita della nostra famiglia è stata segnata da tanta miseria all’inizio poi con la chiamata al lavoro di mio padre presso lo stabilimento della Dalmine Spa (tubi per estrazione del petrolio) e l’assegnazione di una casa popolare dell’azienda (Case Lamaro) è migliorata ma restando sempre difficoltosa, nei negozi con il libretto per scrivere la spesa quotidiana e pagamento mensile quando arrivava la busta paga. (…)  I nostri genitori del loro esodo non ci parlavano; solo in occasione delle visite di parenti (le sue sorelle) sentivo parlare delle foibe e dei partigiani, ma soprattutto di tanta fame che aveva dovuto patire”.

Quel farmacista buono era Aldo Micchi

Grazie alla ricerca sul campo di Claudio Ausilio, si è rintracciato il nome del farmacista buono che aiutò la signora Vincenza Ruta Bracchitta nel 1954 in modo così disinteressato e pieno di umanità. È il dottor Aldo Micchi. Ecco un suo profilo biografico, scritto dalla figlia, la dott.ssa Manuela Micchi, che continua l’attività di famiglia a Laterina Pergine Valdarno. (Nota redazionale del 19 luglio 2021).

Credo siamo in tanti a ricordarlo con affetto ovviamente i più giovani non l’hanno conosciuto e quindi ve lo racconto io il dottor Micchi, classe 1915. Non era laterinese di nascita, ma sicuramente si è conquistato la cittadinanza ad honorem, considerato che ha lavorato fino a più di 80 anni d’età.

Titolare della Farmacia di Laterina dai primi degli anni ’50, nella sua lunghissima carriera aveva concorso e vinto sedi farmaceutiche molto ambite, ma quando si è trattato di scegliere ha preferito fare il Farmacista di campagna. Mia madre diceva che Laterina lo aveva stregato. Era un Farmacista di altri tempi, praticamente in via di estinzione, di quelli che passavano ore ed ore in laboratorio a fare preparazioni galeniche e officinali. Negli anni ‘60 ancora si preparavano cartine, bagni oculari, supposte, capsule… Ricordo che quando ero piccola lo guardavo incantata a fare preparazioni, mi sembrava una magia.

Il dottor Aldo Micchi, farmacista di Laterina negli anni ’50 e oltre

Appena laureato aveva lavorato a lungo all’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze dove si era fatto una grandissima esperienza di farmacista preparatore. Ancora oggi molti mi chiedono: “ma la soluzione per il sudore che preparava il suo babbo?” Oppure: “lo smacchiatore che preparava il Dottor Micchi.. sapesse quante lavanderie mi ha salvato!”, ma non è il suo curriculum che voglio condividere ci sarebbe troppo da dire quanto il suo lato umano, la sua sensibilità, la responsabilità con cui ha esercitato la sua professione in tempi in cui i collegamenti dalla campagna erano più problematici, i mezzi pochissimi e lui insieme al Dottor Fiore e alla ostetrica del paese la grande Signora Vera (perché ancora si partoriva in casa) “sempre in pista” come si dice oggi giorno, notte, domeniche e feste comandate di turni non se ne parlava e tanto meno di ferie. Erano tempi così!

Al lettore critico – Vedendo l’articolo presente un lettore anonimo mi ha chiesto: “Ma, si può fare della poesia su un Campo profughi? La poesia è bellezza. Che cosa può aver di bello un Campo profughi di metà del Novecento?”.

Rispondo sostenendo che si possa fare estetica poetica pure sul Crp di Laterina. In fondo, una poesia, o un romanzo trasmettono delle emozioni, come un quadro, o una scultura, o una musica. Pure le poesie dei profughi godono di un certo impianto estetico e potrebbero sprigionare emozioni particolari, evocando ricordi sulla durezza dell’esilio.

Giovanna Spadoni e Natale Ostrogovich nel giorno del loro matrimonio sull’isola di Cherso, anni ’40. Collez. Francesco Ostrogovich

Fonti orali – Si ringraziano le persone che hanno concesso l’intervista (int.) a cura di Elio Varutti, come di seguito indicato. Grazie alla dottoressa Manuela Micchi, di Laterina, per la collaborazione riservata.

  • Stella Bracchitta, Tripoli 1946, esule a Perugia, notizie di Franca Bracchitta del luglio 2021 al telefono e per email del 10 giugno 2021 a Claudio Ausilio.
  • Franca Bracchitta, Laterina (AR) 1954, esule a Perugia, int. al telefono del 10-13 luglio 2021 e con email del 12 luglio 2021, con la collaborazione di Claudio Ausilio.

Documenti originali

Stella Bracchitta, Laterina, il paese delle fiabe, Laterina 1956, p. 1, ms.

Stella Bracchitta, Ricordi d’infanzia al Campo profughi di Laterina 1954, Perugia 2021, p. 1, ms.

Stella Bracchitta, Laterina 1954 Campo profughi, Perugia 2021, p. 1, ms.

Stella Bracchitta, Vita quotidiana del Crp di Laterina, Perugia 2021, p. 2, ms.

Collezioni familiari e archivi

Archivio dell’ANVGD di Arezzo, foto.

Franca Bracchitta, esule dalla Libia a Laterina (AR) e Perugia, fotografie, documenti di lavoro (stampati), poesie, memoriali (ms) e messaggi vocali.

Famiglia Conighi, esule da Fiume a Udine, oggetti di casa.

Francesco Ostrogovich, Marina di Massa (MS), fotografie

Bibliografia, fonti archivistiche e sitologia

Archivio dell’Istituto Comprensivo “Francesco Mochi” di Levane (AR). Sono stati consultati i seguenti documenti, reperiti dal ricercatore Claudio Ausilio: – Provveditorato agli studi di Arezzo, Comune di Laterina, Circolo Didattico di Montevarchi, Frazione C.R.P., Scuola Elementare Laterina C.R.P., Registro della classe 4^ mista, insegnante Emilia Carmignani, anno scolastico 1956-1957, pp. 23+10, stampato e ms.

– Provveditorato agli studi di Arezzo, Comune di Laterina, Scuole elementari, Circolo Didattico di Montevarchi, Registro degli scrutini e degli esami, Scuola di Campo Profughi, Classe 1^ insegnante Del Vita Giulietta, anno scolastico 1956-1957, pp. 10, stampato e ms. Fino al 2 febbraio 1957 la classe è condotta della maestra Anna Maria Fratini Maffei, assegnata ad altra classe.

Archivio della Parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano, Laterina (APLa), Laterina CRP Cresimati dal 1950 al 1962, Attestati di cresima vari, stampati e ms.

Edi Bacci, “Informatica e ricerca storica: un ‘database’ sui campi di concentramento in Italia”, «Patria Indipendente», 20 giugno 2004, pp. 37-38.

Delegazione di Arezzo [ANVGD], “La visita all’ex Campo profughi di Laterina”, «Difesa Adriatica», XX, n. 5, maggio 2014, p. 8.

Franca Bracchitta a Perugia

Comune di Laterina (AR), Elenco alfabetico profughi giuliani, 1949-1961, ms.; Archivio ANVGD di Arezzo, delegato Claudio Ausilio.

Katja Hrobat Virloget, V tišini spomina, Eksodus in Istra [Nel silenzio della memoria, dell’esodo e dell’Istria], Casa editrice dell’Università del Litorale, Capodistria (SLO) e Editoriale Stampa Triestina / Založništvom tržaškega, Trieste, 2021.

Giada Mastinu, Visita al Centro Raccolta Profughi di Laterina (AR), Classe III Tecnico Industria Fotografica, ISIS “Leonardo da Vinci”, Firenze, testo in PDF, 2013, p. 2.

Francesco Ostrogovich, “Da Fiume a Marina di Carrara la riscoperta di una appartenenza”, «Il Corriere Apuano», 6 febbraio 2019, anche nel web,

Flaminio Rocchi, “Il Campo profughi di Laterina”, «Difesa Adriatica», 2000.

E. Varutti, Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960. Testimonianze di profughi giuliano dalmati a Udine e dintorni, Udine, Provincia di Udine / Provincie di Udin, 2017. Anche nel web dal 2018.

E. Varutti, Angeli custodi al Campo profughi di Laterina. Le cresime di don Bruno Bernini, 1949-’62, on line dal 27 agosto 2020.

E. Varutti, La patria perduta. Vita quotidiana e testimonianze sul Centro raccolta profughi Giuliano Dalmati di Laterina 1946-1963, Firenze, Aska, in fase di pubblicazione.

Memorie manoscritte di Stella Bracchitta sul Crp di Laterina, 10 luglio 2021, pag. 1. Collez. Franca Bracchitta

Autore principale: Stella Bracchitta. Intervista di Elio Varutti (ANVGD di Udine), progetto e ricerca di Claudio Ausilio (ANVGD di Arezzo). Grazie per la collaborazione alla famiglia Mazzorana di Tripoli, profughi a Laterina (AR) e esuli a  San Casciano in Val di Pesa (FI) e a Daniela Conighi. Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Lettori: Claudio Ausilio, Franca Bracchitta e Enrico Modotti. Aderisce: il Centro studi, ricerca e documentazione sull’esodo giuliano dalmata, Udine. Fotografie da collezioni citate nell’articolo e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – I piano, c/o ACLI – 33100 Udine – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Festa al Centro raccolta profughi di Marina di Massa (MS), dopo il 1950. Collez. Ostrogovich
Fotografia di copertina. Laterina, 1955. Vincenza Ruta in Bracchitta con la figlia Franca Bracchitta, nata in Campo profughi a Laterina. Collez. Franca Bracchitta

Pubblicato da eliovarutti

Comitato Esecutivo dell'ANVGD di Udine

2 pensieri riguardo “Profughi bene accolti a Laterina. La vicenda dei Bracchitta, esuli libici, 1954

  1. Vorrei rispondere alla persona che esprimeva dei dubbi sul fatto che un campo profughi possa dare ispirazione alla poesia o all’arte in generale: Virgilio su di un profugo scrisse l’Eneide; Foscolo compose l’ode I Sepolcri ispirandosi ai cimiteri; concludo con Picasso che da un bombardamento a tappeto e conseguente carneficina dipinse il quadro “Guernica”. L’arte serve a esprimere le sensazioni e soprattutto farle capire agli altri.

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  2. Tutto questo lo dedico ai miei genitori,mamma Vincenza e Papà Giovanni, che con le loro sofferenze, non ci hanno mai fatto mancare nulla e ci hanno cresciuti con la buona educazione

    Piace a 1 persona

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