Il Corona virus, il 1° dicembre 2020, si è portato via a Udine don Tarcisio Bordignon, classe 1930. Era un prete molto vicino ai profughi della Venezia Giulia. Nominato parroco di San Pio X, nel 1966, in una zona abitata da contadini, statali e esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia, li ha sempre stimati e difesi. Riguardo alla loro laboriosità, si ricorda, ad esempio, che diceva con parole semplici: “Non ho mai visto un istriano con le mani in mano”.
Nel 2018 don Tarcisio Bordignon ha celebrato la S. Messa, per il Natale dell’esule, presso l’Oratorio della Purità, in Piazza Duomo a Udine, sotto gli affreschi del Tiepolo. “Mi ricordo che mia madre a Palmanova nel 1943-1945 – ha riferito don Tarcisio – mi diceva di dare un po’ di patate e di mele ai profughi istriani venuti via dalle proprie case”. Don Tarcisio poi ricordava la figura di don Mario Stefani, cappellano dei profughi dal 1953, un prete sempre menzionato dagli esuli e dai vecchi parrocchiani, anche quando prima del 1958, la zona apparteneva alla parrocchia del Carmine. Nel 2017 al Natale dell’esule don Tarcisio ha ricordato che, nel giorno del suo ingresso nella parrocchia di San Pio X a Udine, il 10 dicembre 1966, fu bene accolto da una istriana, una certa Chirincich che, in seguito, donò alla chiesa la corsia di colore rosso per l’entrata principale.

Don Tarcisio Bordignon, classe 1930, il 3 novembre 2020 ha officiato la cerimonia di commemorazione dei defunti esuli, ricordando che “per 48 anni sono stato il parroco di San Pio X, nella cui zona c’era il Centro smistamento profughi da dove passarono oltre centomila esuli in fuga dalle violenze e dalle annessioni iugoslave e io ricordo che gli istriani hanno famiglie religiose e per bene perché cresciuti con sacrifici e nella forza della fede, poi ricordo il professor Arduino Cremonesi, di Fiume, che ha accettato di aiutarmi ad organizzare un corso di lingua tedesca negli anni ‘60 a Cave del Predil, vicino al confine con l’Austria”.
Come da tradizione, la cerimonia in onore dei defunti giuliano dalmati del 2020 si è conclusa con la deposizione di una corona di alloro al Monumento ai giuliani e dalmati caduti nel nome dell’Italia, dove hanno brevemente parlato le varie autorità intervenute. Don Tarcisio Bordignon ha condotto la recita della preghiera dell’infoibato, composta nel 1959 da Monsignor Antonio Santin, vescovo di Trieste e Capodistria. Ha fatto seguito una benedizione sacra. In conclusione don Tarcisio ha voluto distribuire ai presenti una Preghiera comunitaria dinnanzi al Monumento dei caduti. “Guardatela a casa e riflettete – ha detto”. Sono state le sue ultime dolci parole per il mondo degli esuli riparati in Friuli e dei loro discendenti.
Il funerale di don Tarcisio Bordignon è stato celebrato nel pomeriggio del 4 dicembre 2020 nella chiesa di S. Pio X a Udine dall’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato. Ha partecipato anche una delegazione del Comitato Provinciale dell’ANVGD di Udine, composta dall’architetto Franco Pischiutti e da Rosalba Meneghini, in rappresentanza della presidente Bruna Zuccolin. In tarda mattinata ha reso omaggio al feretro del presule Elio Varutti, vicepresidente dell’ANVGD di Udine.

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Servizio giornalistico e di Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Lettore: Bruna Zuccolin. Copertina: don Tarcisio Bordignon in corteo il 3.11.2020 col deambulatore al Cimitero di Udine per la commemorazione dei defunti giuliano dalmati con l’ANVGD e i rappresentanti del Comune di Udine; foto di Elio Varutti. Fotografie da collezioni private citate nell’articolo e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Vicolo Sillio, 5 (in fase di trasloco) – 33100 Udine. Telefono e fax 0432.506203 – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.
